
di Valeria Chiarini
Frutti d’epoca: tra piatti e pennelli
“Grazie alle Nature Morte nella storia dell’arte, possiamo comparare la frutta e la verdura del passato con quella che troviamo oggi sui banchi del supermercato. Il nostro cibo è mutato a seconda di esigenze estetiche e marketing, sviluppando immagini canoniche sempre più forti nella nostra mente. La mela è sempre più rossa, il pomodoro dura sempre di più nel nostro frigo e le cipolle sono sempre più grandi, ad esempio. Questa rubrica vuole porre l’accento sul cambiamento degli ortaggi e nel consumo più consapevole di cibo, perché anche se l’occhio vuole la sua parte, a volte può essere ingannato”
Cenni storici
Essendo una specie antica, possiamo trovare diverse varietà di mele all’interno degli affreschi di Pompei; infatti, era conosciuto e apprezzato dai romani già dal I secolo a.C.
A seguito della caduta dell’Impero Romano, nel Medioevo, vi è una decadenza comune a tutta la frutticultura che verrà ripresa nel Rinascimento, dove le mele saranno ingrediente comune di ricette dolci e salate. Dal XVII al XVIII secolo l’Italia era ricca di mele coltivate con le varietà adatte alle caratteristiche di ciascuna zona geografica. Ad oggi la cultura è diffusa soprattutto in Trentino e nelle aree vicine e in tutto il Nord Italia; infatti, la coltivazione di tale albero è possibile dal livello del mare fino a 1200 m e anche oltre.

La pianta del presente
È un albero che si presenta alto fino a 15 m, con fusto eretto con corteccia grigiastra e rugosa nelle piante più vecchie. I fiori sono riuniti in infiorescenze con cinque petali bianchi e sfumati di rosa. La mela, come la pera è un falso frutto (per approfondimenti vedi articolo sulla Pera). Il frutto si presenta in forme diverse, da piatto a rotondo, a volte con costolature. La buccia può avere diversi colori, dal verde al giallo, e può presentare un sovraccolore rossastro. Il caso Pink Lady: specie sviluppata dal genetista John Cripps verso il 1979 e distribuite le prime piante nel 1985. Da quando è nato il marchio Pink Lady, l’azienda che detiene i diritti di produzione e distribuzione non permette a tutti gli agricoltori la coltivazione di questa mela, ma li sceglie accuratamente e secondo dei canoni. Dopodiché ogni mela deve essere consegnata dal coltivatore all’azienda che si occuperà di selezionarle e distribuirle. Questa catena ha l’obiettivo di far arrivare al consumatore la serializzazione della stessa mela, che deve avere lo stesso sapore, odore e colore dell’ultima volta che si è acquistata.
Rappresentazione del passato
Un’altra opera del pennello di Bartolomeo Bimbi (per approfondimenti vedi l’articolo sul Melone), dove documenta tutte le varietà di mela all’interno della Corte Medicea di Cosimo III e racchiude i loro nomi all’interno di un cartiglio. Ci sottolinea l’incredibile ricchezza di specie e di diversità frutticola del tempo.

Utilizzi in cucina
Si consumano fette o cotte. Possono venire essiccate o possono essere utilizzate per ricavarci una bevanda alcolica chiamata sidro. I frutti interi o le bucce venivano utilizzati per profumare ambianti e biancheria.
Ringraziamenti e conclusioni
Con la mela finisce il nostro viaggio alla scoperta dei mutamenti di frutta e verdura nel corso dei secoli. Ringrazio tutti i lettori della rubrica e il team di Terra Magazine per il supporto in questa rubrica mensile e per aver creduto nella divulgazione di questo tema.


