Il fotografo naturalista

di Diego Degioanni

Amare la natura, volerla vivere da vicino e catturare attimi che non si fermino soltanto nei propri ricordi, ma che possano raggiungere chiunque. Questo è ciò che spinge il fotografo naturalista ad impegnare tempo, fatica e dedizione alla cattura di immagini che sappiano raccontare storie e trasmettere emozioni. 

Siamo spesso abituati a vedere centinaia di fotografie ogni giorno tramite i social, i giornali o in televisione, ma non ci chiediamo quasi mai che cosa ci sia dietro ad uno scatto. Come ci si arrivi a catturare quel determinato momento e quanto lavoro a volte ci sia dietro. 

Documentare la natura attraverso la macchina fotografica è complesso perché richiede capacità in diversi campi, non soltanto conoscenze tecniche, ma anche e soprattutto conoscenze ambientali e faunistiche. È infatti molto importante nella pianificazione di uno scatto conoscere bene le abitudini di un determinato soggetto e l’ambiente in cui vive.

Civetta nana, una palla di pelo nel bosco. © Diego Degioanni

Nel mio caso, ricordo la passione fin da piccolo nel guardare i documentari in televisione e nel cercare di conoscere i dettagli più difficili da scovare delle varie specie animali che convivono con noi su questo pianeta. 

Questo genere fotografico, richiede come dote principale, la pazienza. Molte sono le uscite sul campo senza risultati, che ti fanno rientrare a casa a mani vuote, ma bisogna saper rendere utile anche un’uscita senza immagini nella scheda di memoria, perché ogni volta si può apprendere qualcosa di nuovo. Ho impiegato oltre un anno per ottenere uno scatto dell’aquila reale, come lo avevo immaginato e pianificato.

La regina dei cieli in tutta la sua grandezza: aquila reale. © Diego Degioanni

Quando si parla di animali, infatti, è necessario munirsi di lunghi e pesanti teleobiettivi che ci permettono di mantenere una certa distanza da ciò che dobbiamo riprendere. Pensiamo, ad esempio, a quando incontriamo un camoscio durante un trekking in montagna a quanto sia difficile avvicinarlo. Questo fa si che molto spesso mi ritrovi lungo i pendii più scoscesi con la schiena affaticata dal peso dell’attrezzatura, ma l’idea di arrivare nel luogo scelto come set fotografico della giornata mi dà la spinta a salire sempre più in alto.

Grifone in Picchiata dentro al canyon. © Diego Degioanni

 fondamentale sapersi muovere in maniera corretta. Dobbiamo sempre ricordarci che è importante non recare disturbo. Passo molte ore in appostamento con qualunque condizione climatica, passando dalle bollenti giornate estive a quelle con temperature sotto lo zero in inverno. Ricordo, in una giornata di clima avverso, di non essere riuscito a riprendere un gruppo di avvoltoi in avvicinamento verso di me perché il freddo alle mani mi impedì di impugnare la macchina fotografica. 

Sono consapevole che vivo momenti veramente incredibili e provo enormi emozioni, come quando durante un appostamento, inaspettatamente, si è presentato davanti al mio obiettivo uno dei più grandi predatori presenti nel nostro paese: il lupo. Sono stati minuti incredibili, attimi in cui l’animale, ignaro, della mia presenza, si è comportato in modo naturale, permettendomi di vivere un momento unico a pochi metri di distanza e facendomi catturare un’immagine che seguivo da tanto tempo. Grazie a un buon mimetismo e a un giusto studio del territorio, però, quell’attimo è arrivato, anche, grazie a un pizzico di fortuna.  

Occhi di ghiaccio, a tu per tu con il predatore; Lupo. ©Diego Degioanni 

Adoro, nonostante le difficoltà maggiori, raggiungere gli animali nel loro habitat durante l’inverno, quando il territorio si riempie di neve e la loro vita si fa estrema. È incredibile vedere come molte specie resistano a situazioni complicatissime e documentarne gli adattamenti è un privilegio. Certo, raggiungerli, in certe condizioni complica non poco il lavoro.

Sopravvivere a qualunque costo, Stambecco. © Diego Degioanni

Al contrario, ci sono animali che vivono a stretto contatto con noi, sono così vicini che a volte non ce ne accorgiamo nemmeno, non prestando attenzione ai dettagli. Pensiamo ad esempio all’assiolo, piccolo rapace notturno che condivide con noi i mesi più caldi, vivendo spesso molto vicino alle nostre abitazioni. Molte persone avranno ascoltato il suo canto ripetitivo in tante serate estive, eppure in pochi avranno avuto modo di poterlo vedere e apprezzare nella sua forma e nei suoi particolari. Questa specie notturna è infatti molto elusiva. Ed è proprio in casi come questo, che una buona fotografia, può contribuire a far conoscere una specie poco conosciuta a tutti i meno appassionati.

Nel bel mezzo della notte, Assiolo tra luci e ombre. © Diego Degioanni

Fotografare significa documentare e in un certo senso contribuire a preservare un equilibrio fondamentale che noi esseri umani dobbiamo proteggere e tutelare. Questo è il modo che uso per esprimermi, e far emergere il messaggio che voglio trasmettere a chi guarda le mie fotografie. Amo i primi piani ravvicinati perché ci permettono di scorgere dettagli che diversamente non potremmo apprezzare, e molto spesso ci lasciano in un certo senso capire l’essenza dell’animale osservato.

Allo stesso tempo, gli scatti ambientati permettono di collocare il soggetto esattamente nell’ambiente in cui vive, ampliando il campo visivo di chi osserva.

Il re della foresta, Cervo. © Diego Degioanni

Per me la fotografia naturalistica è un mezzo prezioso, utile a diffondere la bellezza della natura. Questa passione, mi ha messo spesso davanti a sfide complesse e se c’è una cosa che mi ha insegnato e la forza di non mollare mai davanti ai traguardi più difficili da raggiungere, perché con determinazione e insistenza si possono ottenere i risultati più prestigiosi.

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