Amaryllidaceae

di Rachele Bianco
Botanica Obscura
Le piante sono indispensabili per la nostra vita: producono l’ossigeno che respiriamo, le sostanze nutritive che stanno alla base della nostra alimentazione, e i principi attivi per curarci. Spesso però, tendiamo a idealizzare il mondo vegetale ignorando il suo “lato oscuro. Un erbario “velenoso”, realizzato dall’artista botanica Rachele Bianco, che ci porterà a conoscere le specie tossiche del nostro territorio.
Descrizione
Pianta erbacea perenne, bulbosa, alta fino a 20 cm. Dal bulbo dipartono due foglie lineari, carenate, ottuse all’apice, di colore verde-bluastro, lunghe 20-30 cm. Il peduncolo florale è eretto e porta 1-2 fiori penduli, campanulati e bianchi, i petali interni presentano una macchia verde all’apice. Il frutto è una capsula ovoidale.
Habitat
Cresce nei boschi, nei prati e nei pendii umidi fino a 1600 m, dell’Europa centrale e meridionale. Viene coltivata come specie ornamentale. Il prelievo dei bulbi per trapianti nei giardini è un fattore di minaccia per questa specie.
Periodo fioritura
Febbraio – maggio
Periodo fruttificazione
Maggio – giugno
Parte velenosa
I bulbi e le foglie
Principi attivi & sintomi
alcaloidi, galantammina, licorina, nivalina. Provocano nausea, dolori addominali, bradicardia e ipotensione.
Curiosità
Il nome deriva dal greco gala, “latte”, e ànthos, “fiore”, in riferimento al colore latteo dei petali. Nivalis, “della neve”, allude invece al periodo invernale di fioritura. Viene spesso confuso con il campanellino (Leucojum vernum) anch’esso appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae.
Attenzione: le proprietà sono indicate a mero scopo informativo, ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo o alimentare è declinata.




