Plantiginaceae

di Rachele Bianco
Botanica Obscura
Le piante sono indispensabili per la nostra vita: producono l’ossigeno che respiriamo, le sostanze nutritive che stanno alla base della nostra alimentazione, e i principi attivi per curarci. Spesso però, tendiamo a idealizzare il mondo vegetale ignorando il suo “lato oscuro. Un erbario “velenoso”, realizzato dall’artista botanica Rachele Bianco, che ci porterà a conoscere le specie tossiche del nostro territorio.
Descrizione
È una pianta erbacea eretta con uno stelo glabro, le cui foglie si dispongono in maniera alternata sul fusto con il bordo leggermente seghettato, di colore verde scuro brillante. Le foglie basali sono ovato-lanceolate e un po’ coriacee, attenuate alla base da un picciolo, mentre quelle cauline sono sessili e più piccole. I fiori sono quelli tipici di tutte le Digitali, sono raggruppati in racemi fogliosi, quasi completamente posti su un solo lato dell’asse floreale, e hanno una forma tubolare e pendula, color bianco-giallastra.
Habitat
Boschi radi, margini dei sentieri e arbusteti, dal piano fino ai 1600 m slm.
Periodo fioritura
Giugno – Luglio
Periodo fruttificazione
Agosto – Settembre
Parte velenosa
Tutta la pianta.
Principi attivi & sintomi
Vari glucosidi cardioattivi (digitossina, digitossigenina) che vengono eliminati con difficoltà, provocando il rischio di accumulo, e una saponina (digitonina). Se ingerita causa vomito, diarrea, delirio e allucinazioni, e alterazioni cardiache.
Curiosità
Il nome del genere deriva dal latino digitus, “dito” per la forma della corolla. Le sue foglie, che il primo anno non ha fiori, possono essere scambiate con quelle della Borragine (Borago Officinalis).
Attenzione: le proprietà sono indicate a mero scopo informativo, ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo o alimentare è declinata.

Illustrazione di Rachele Bianco ©.


